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ultima modifica: 24/09/2019

Premio Moretti XIV edizione: i vincitori

notizia pubblicata in data : martedì 24 settembre 2019

Premio Moretti XIV edizione: i vincitori

 

La Giuria del Premio Moretti, composta da Gian Luigi Beccaria, Vittorio Coletti, Franco Contorbia, Renzo Cremante e Giulio Ferroni ha designato i vincitori della XIV edizione del Premio Moretti, concorso unico in Italia riservato alla filologia e alla critica letteraria. Anche quest’anno la Giuria ha dovuto esaminare un consistente numero di opere (oltre cinquanta per la sezione di «Storia e Critica», una trentina per la sezione «Filologia»), che disegnano un panorama ricco e articolato, anche dal punto di vista geografico, dei giovani italianisti e dei loro studi.

Il Premio è organizzato dal Comune di Cesenatico, con il fondamentale sostegno di OROGEL, e si avvale dei media partner PUBBLISOLE e TELEROMAGNA, con il contributo di IBACN (Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna), e con il patrocinio della FONDAZIONE CARISP di Cesena.

Per la prima sezione, riservata alla «Filologia», la Giuria del Premio ha fermato la propria attenzione su cinque opere finaliste che ha voluto segnalare:

• Antonino Antonazzo, Il volgarizzamento pliniano di Cristoforo Landino, Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2018;
• Publio Virgilio Marone, Æneis. Volgarizzamento senese trecentesco di Ciampolo Di Meo Ugurgieri, a cura di Claudio Lagomarsini, Pisa, Edizioni Scuola Normale Superiore, 2018;
• Niccolò Tommaseo, Canti Greci, a cura di Elena Maiolini, Parma, Fondazione Pietro Bembo / Ugo Guanda Editore, 2017;
• L’Ecclesiaste in volgare. Edizione critica e studio delle quattro traduzioni medievali a cura di Sara Natale, Firenze, Edizioni del Galluzzo-Sismel, 2017;
• Amico dell’Ottimo. Chiose sopra la «Comedia», a cura di Ciro Perna, Roma, Salerno, 2018;

assegnando all’unanimità il premio al volume curato da ELENA MAIOLINI:

- Niccolò Tommaseo, Canti Greci, a cura di E. Maiolini, Parma, Fondazione Pietro Bembo / Ugo Guanda Editore, 2017;

con la seguente motivazione:

«Elena Maiolini, (che ha anche presentato per la sezione Storia e critica letteraria un notevole saggio su Manzoni. Il linguaggio delle passioni) con l’edizione dei Canti Greci di Niccolò Tommaseo cura il primo volume di una serie diretta da Francesco Bruni che intende offrire l’insieme dei Canti popolari toscani corsi illirici greci del Tommaseo. Quello della Maiolini è un lavoro di primo ordine, che rende conto di tutti i caratteri e le forme della stampa del 1842, ricostruendo il processo del suo allestimento, per cui fu essenziale l’uso dell’edizione degli Chants populaires de la Grèce moderne, pubblicata nel 1824-25 da Claude Fauriel, (a cui Tommaseo era stato presentato da Manzoni nel 1834). Questa edizione di Elena Maiolini ricostruisce con grande chiarezza la struttura dell’antologia del Tommaseo nei suoi vari strati, dall’ordinamento tematico ai commenti introduttivi alle traduzioni, ai testi greci (a cui in alcuni casi si accompagnano anche testi illirici), alle annotazioni. A questo materiale si aggiunge un ricco commento della curatrice, che fa luce su vari dati storici, sull’uso delle fonti fatto dal Tommaseo e sui problemi posti dalla traduzione, confrontando le scelte del traduttore con gli originali e con la discussione del tempo sui caratteri del neogreco. Si tratta di un contributo essenziale, che mette adeguatamente in luce un lavoro che mirava a confrontare la tradizione letteraria italiana con le comuni radici popolari mediterranee, suggerendo la via di un nuovo e vitale orizzonte linguistico, culturale, antropologico, che non fu molto percorso nel successivo processo unitario».

Per la seconda sezione, dedicata agli studi di storia e critica letteraria, il quadro è più vario e diversificato, lungo un arco cronologico ed una geografia letteraria che spazia dal Trecento al Novecento, con più larga messe di opere relative alla letteratura del secolo scorso, ma non senza qualche attenzione per l’attualità, per le implicazioni comparatistiche e per le sistemazioni teoriche. Naturalmente ampio il ventaglio delle strumentazioni metodologiche e delle prospettive storiografiche e critiche.
Anche in questo caso, per la seconda sezione riservata alla «Storia e Critica Letteraria», la Giuria ha circoscritto il proprio giudizio a cinque opere degne di essere segnalate:

• Lucio Biasiori, Nello scrittoio di Machiavelli. Il Principe e la Ciropedia di Senofonte, Roma, Carocci, 2017;
• Ida Campeggiani, L’ultimo Ariosto. Dalle Satire ai Frammenti autografi, Pisa, Edizioni Scuola Normale Superiore, 2017;
• Federico Di Santo, Il poema epico rinascimentale e l’“Iliade”: da Trissino a Tasso, Firenze, SEF editrice, 2018;
• Matteo Grassano, Il territorio dell’esistenza. Francesco Biamonti (1928-2001), Milano, FrancoAngeli, 2019;
• Vincenzo Vitale, Secondo i precetti della perfetta amicizia. Il Novellino di Masuccio tra Boffillo e Pontano, Roma, Carocci, 2018.

E ha deliberato di assegnare il premio al volume di IDA CAMPEGGIANI:

- IDA CAMPEGGIANI, L’ultimo Ariosto. Dalle Satire ai Frammenti autografi, Pisa, Edizioni Scuola Normale Superiore, 2017

con la seguente motivazione:

«Al centro del volume di Ida Campeggiani, le opere dell’ultima stagione poetica dell’Ariosto, dalle Satire ai Cinque canti, alle commedie in versi, ai cosiddetti Frammenti autografi. Ricollegandosi, ora con consenso ora con dissenso, ad una illustre genealogia filologica e critica, la studiosa riesamina con dovizia e varietà di strumenti metodologici e interpretativi, e non senza novità, di risultati alcuni momenti cruciali e controversi dell’esperienza ariostesca. Di particolare rilievo i contributi alla risoluzione di problemi già autorevolmente dibattuti in sede critica come la cronologia delle Satire e dei Cinque canti o le relazioni dell’Ariosto con l’attualità politica. Le premesse filologiche, la serrata analisi stilistica dei versi, la documentata illustrazione delle fonti permettono all’autrice di approdare a ritroso ad una persuasiva valutazione complessiva dell’intera opera ariostesca».


Infine la Giuria ha deliberato all’unanimità di assegnare il Premio alla Carriera a:

PIER VINCENZO MENGALDO

con la seguente motivazione:

«Pier Vincenzo Mengaldo è uno dei maggiori intellettuali italiani del nostro tempo, storico della lingua italiana, filologo, critico letterario, professore dell’Università di Genova, Ferrara e Padova, maestro di più generazioni di studiosi e ricercatori. In edizioni critiche (tra cui si ricordano quelle del De vulgari eloquentia di Dante e degli Amorum libri del Boiardo), saggi e antologie, che formano un insieme anche quantitativamente impressionante, Mengaldo ha affrontato i più importanti autori della letteratura italiana, da Dante a Leopardi, da Nievo a Pascoli, si è misurato con alcuni grandi scrittori di altre letterature come Balzac e Tolstoj e ha fatto acute incursioni nella critica d’arte e nel teatro musicale. In particolare, la Giuria ha voluto rendere omaggio allo studioso e interprete della letteratura novecentesca nell’ampia e articolata serie dei 5 volumi della Tradizione del Novecento, nella fondamentale antologia della poesia del xx secolo, nei saggi e libri dedicati a Calvino, Montale, Sereni, Levi, e all’intellettuale dall’appassionato e alto impegno civile e culturale che emerge dalle scelte di lettura (Antologia personale, Giudizi di valore) e dal libro sulla memorialistica della Shoa, nonché al docente che commenta testi classici della nostra letteratura (Antologie della prosa e della poesia italiana) e introduce studenti e professori alla critica stilistica e all’esame del funzionamento della poesia (Com’è la poesia), con particolare attenzione alla metrica, i cui studi Mengaldo ha promosso anche attraverso riviste specializzate. La Giuria inoltre ricorda con compiacimento anche la lunga, apprezzata e autorevole collaborazione di Mengaldo con Casa Moretti e le sue iniziative».

La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 26 ottobre dalle ore 18 nel Teatro Comunale di Cesenatico, con la conduzione di Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio Tre.
Info: www.casamoretti.it; mailto: casamoretti@cesenatico.it

 

 
LE SCHEDE

ELENA MAIOLINI

Bresciana (1985), dopo la laurea magistrale a Ca’ Foscari in Filologia e Letteratura italiana moderna e contemporanea, con una tesi su Claude-Charles Fauriel ellenista e romanista, consegue un dottorato di ricerca in Italianistica e Filologia classico-medievale, col titolo di Doctor Europaeus al termine di un percorso in cotutela tra Ca’ Foscari e l’Université Paris-Sorbonne Paris IV, quindi l’abilitazione in Letteratura italiana contemporanea e Critica letteraria e letterature comparate. Si è occupata di poesia dialettale del Novecento (ha curato l’edizione dei versi dialettali di Angelo Canossi, Melodia, Congedo e le altre poesie in dialetto bresciano, uscita nel 2012; studiando inoltre l’opera di Franca Grisoni, Franco Loi e Achille Platto), di Claude Fauriel (al quale ha dedicato una monografia dal titolo Alle origini della comparatistica, uscita nel 2014), Alessandro Manzoni (al cui Linguaggio delle passioni ha dedicato un libro edito nel 2017) e Niccolò Tommaseo con il volume in concorso. Attualmente è titolare di un assegno di ricerca co-finanziato da Ca’ Foscari e dal Vittoriale degli Italiani per l’edizione critica della Francesca da Rimini di Gabriele d’Annunzio. È redattrice della rivista «Letteratura e dialetti», ed è membro dell’ELCI, Equipe Littérature et Culture italiennes, unité de recherche di Paris-Sorbonne.

 

IDA CAMPEGGIANI

Ida Campeggiani (Cesena, 1987) è ricercatrice di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa. Ha studiato all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, dov’è stata allieva del corso ordinario e del corso di perfezionamento. In seguito è stata assegnista di ricerca presso la stessa Scuola Normale e Fellow Marco Praloran presso la Fondazione Franceschini a Firenze. Ha avuto contratti di insegnamento presso l’Università di Pisa, l’Università di Urbino e l’Université de Lausanne. I suoi studi riguardano principalmente Michelangelo poeta, Ariosto e Montale ma si è occupata anche di Castiglione, Bembo, Magrelli, Rosselli, Bassani, Gadda. Su Michelangelo ha pubblicato Le varianti della poesia di Michelangelo. Scrivere per via di porre (2012); su Ariosto il volume, risultato vincitore del concorso, dal titolo L’ultimo Ariosto. Dalle Satire ai Frammenti autografi (2017); per quanto riguarda Montale è appena uscito il suo commento alla Bufera e altro, curato con Niccolò Scaffai (2019). Attualmente lavora a una monografia sulla terza rima satirica tra Quattro e Cinquecento. Membro del Comitato Scientifico di «REM. Rivista Internazionale di Studi su Eugenio Montale», segue il progetto di ricerca, co-finanziato dalla Fondazione Giorgio Cini (Centro internazionale di Studi della Civiltà Italiana Vittore Branca), Renaissance Satire and the emergence of the Bourgeois Self-Portrait.


PIER VINCENZO MENGALDO

Uno dei maggiori filologi e critici letterari italiani. Ha insegnato Storia della lingua italiana nelle università di Genova (1968-71), di Ferrara (1971-74) e quindi di Padova. Allievo di Folena, ha studiato con particolare acume storico-filologico il Boiardo (ha curato l’edizione delle Opere volgari del 1962 e La lingua del Boiardo lirico del 1963) e Dante (con l’edizione critica del De vulgari eloquentia, 1968 e poi, con trad. a fronte e ampio commento, in Opere minori, 2° tomo, a cura sua e di altri, 1979; Linguistica e retorica di Dante, 1978). La sua costante attenzione verso la letteratura italiana contemporanea è testimoniata dai numerosi saggi raccolti nelle quattro serie di La tradizione del Novecento (prima serie, col sottotitolo Da D’Annunzio a Montale, 1975, nuova ed. 1996; nuova serie, 1987; terza serie, 1991; quarta serie, 2000). Mengaldo ha inoltre curato o prefato opere di Fortini, Sereni, Caproni, Raffaello Baldini, e Luigi Meneghello, e ha pubblicato una fortunata antologia dei Poeti italiani del Novecento (1978), che alle arrischiate ricostruzioni storiografiche (scuole, gruppi, correnti) antepone l’evidenza dei testi e dei singoli percorsi creativi; si ricorda anche La vendetta è il racconto. Testimonianze e riflessioni sulla Shoah, 2006. Dello storico della lingua vanno altresì rammentati L’epistolario di Nievo: un’analisi linguistica (1987) e il volume Il Novecento (1994) nella Storia della lingua italiana a cura di F. Bruni. Alla Antologia personale (1995), miscela di prelievi letterari e memoria soggettiva, sono seguiti tra l’altro l’agile raccolta Profili di critici del Novecento (1998), Giudizi di valore (1999), una scelta di suoi interventi militanti su periodici e quotidiani, Prima lezione di stilistica (2001), Gli incanti della vita. Studi su poeti italiani del Settecento (2003) e Com’è la poesia (2018). (Scheda: Enciclopedia Treccani).

 

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