Edoardo Sanguineti (foto di Giovanni Giovannetti)

 

 

INFO: 0547.79279
casamoretti@comune.cesenatico.fc.it

la mostra prosegue sino al 12 settembre 2004:
agosto_tutti i giorni 16.30-22.30
settembre_sabato e domenica 15.30-18.30

Edoardo Sanguineti

in

Postkarten
Alfabeto Apocalittico

musiche di
Stefano Scodanibbio

Spettacolo per voce recitante e contrabbasso.

Teatro Comunale di Cesenatico
lunedì 30 agosto, ore 21.00

Introduce la serata Niva Lorenzini

 

Nell'ambito della mostra Verso / l’immagine. Volti e voci della poesia italiana del Novecento, Casa Moretti propone un incontro con Edoardo Sanguineti, uno tra i poeti più noti ed attivi dell'avanguardia critica e culturale italiana. In questi due spettacoli, Postkarten e Alfabeto apocalittico, la sua voce di poeta viene "messa in scena" insieme alla musica di Stefano Scodanibbio ed al suo contrabbasso.

POSTKARTEN (1997)

Ho sempre aspirato ad una musica il più possibile autobiografica, dove quanto di più corporeo c’è nel fare musica è preso come elemento germinante di elaborazioni discorsive.
Postkarten segna un passo decisivo di questo percorso, una radicalizzazione che Sanguineti, poeta musicalissimo e musicatissimo, ha saputo provocare.
Il punto di partenza è stata l’interpretazione vocale che Sanguineti stesso dà delle sue poesie. Una lettura apparentemente monocorde e inespressiva, ma in realtà popolata di leggerissime inflessioni d’intonazione e perfino di isolati scatti retorici.
Le poesie di Postkarten sono fatte di immagini di viaggio e di tic linguistici, di retorica e quotidianità, così ho pensato di costruire una sorta di doppio musicale, senza nessuna concessione al commento, intriso del mio vissuto strumentale.
Tutta la corporeità della poesia di Sanguineti viene presa a modello per una riflessione sulla mia pratica contrabbassistica di ogni giorno.
Ci si ritroveranno così alcune delle mie fissazioni, come il persistente uso sincronico delle due corde (delle quali una, ad altezza fissa, in suono armonico e l’altra, in suono reale, che si muove cromaticamente), un preludiare a metà tra l’esercizio e la libera invenzione, l’ossessione della maggiore varietà ritmica possibile dentro un ristrettissimo campo intervallare, i modi di esecuzione dell’arco ripresi dalla tradizione virtuosistica ottocentesca, le citazioni (da Psy, unico esemplare contrabbassistico di Berio), i trasferimenti di tecniche proprie di altri strumenti (gli arpeggi chitarristici in questo caso), il tutto all’interno di una pratica improvvisativa che mescola perizia e caso, rischio e cliché, artigianato e spensieratezza.
Il brano è dedicato ad Aldo Tenedini.

S. Scodanibbio

ALFABETO APOCALITTICO (2001)

Il lavoro consiste in una serie di 21 ottave, una per ogni lettera dell'alfabeto italiano, scritte e recitate da Sanguineti con la mia musica per contrabbasso (un po' come in Postkarten ma con tutto un altro carattere, molto più divertente e apocalittico allo stesso tempo) e le proiezioni su schermo delle 21 lettere dipinte da Baj con la sua consueta impronta erotico/dissacrante.
La prima esecuzione ha avuto luogo ad Erlangen il 16 maggio 2001.

S. Scodanibbio

 

Stefano Scodanibbio - Edoardo Sanguineti

 

EDOARDO SANGUINETI

Naturalmente Edoardo Sanguineti è il più musicale, il più musicato e possibilmente anche il più musicista dei poeti tanto che verrebbe da chiedersi cosa sarebbe la musica contemporanea italiana senza di lui. Per me, come credo per molti altri, il nome di Sanguineti ha incarnato e connotato l’idea stessa di avanguardia, di quella (neo)avanguardia che, affermiamolo pure tranquillamente, ha espresso le cose migliori dell’ultimo mezzo secolo: le “poesie” di Sanguineti, appunto, i “romanzi” di Arbasino, il ”teatro” e i “film” di Carmelo Bene, le “opere” di Berio e Nono.
Avevo vent’anni, leggevo Laborintus con furore e mi si disvelavano gli aspetti ludici e sperimentali dell’arte e della vita, dopo anni di cupo esistenzialismo adolescenziale. Si era a metà degli anni ’70, le ultime schegge di una stagione segnata dal nuovo e dall’utopia oltre che da una vicinanza, mai più raggiunta, delle arti e delle discipline umanistiche. La mia Bildung si è sviluppata tutta lí, tra Neue Musik e Novissimi, tra Nouvelle Vague e Nouvelle Critique.
Ho conosciuto Sanguineti molto più tardi, nel 1991, a Genova, nell’occasione di un concerto in cui eseguivo una composizione di Fausto Razzi che utilizzava un testo sanguinetiano. L’inizio del nostro rapporto è però dovuto al nome di un altro poeta genovese, Vittorio Reta, scomparso prematuramente nel 1977 e ormai dimenticato, ma da entrambi considerato come il più rappresentativo della sua generazione. Ne venne fuori una piccola opera radiofonica che utilizzava un intervento critico di Sanguineti, oltre che i versi di Reta e la mia musica per quartetto d’archi direttamente ispirata dal suo unico libro pubblicato (Visas).
Ma era ormai tempo, per me, di lavorare direttamente con e sulla poesia di Sanguineti. Afferrai la bestia per le corna prendendo a modello la recitazione stessa del poeta: una voce particolarissima, una lettura antiretorica, un ritmo scandito. Dalla raccolta Postkarten selezionai e ricomposi un buon numero di poesie. Immaginai un percorso parallelo, assolutamente non illustrativo, un “doppio” costituito dalla mia pratica strumentale quotidiana, con i suoi automatismi e i suoi tic, miscela di composizione e improvvisazione.
Ecco Postkarten (1997), per voce e contrabbasso, sorta di variazioni (cartoline) su tema cromatico sostenuto da una linea d’orizzonte acuta, in suono armonico, sempre presente. Abbiamo eseguito questo brano in numerosi concerti e, un po’ per gioco e un po’ perché mancava qualcosa che fungesse da “bis”, si sono venute affacciando, poco a poco, procedendo dalla zeta a ritroso, le lettere dell’Alfabeto apocalittico.
È un nuovo lavoro quello che si presenta ora, un altro approccio, grazie anche alla provocazione e alla complicità di Enrico Baj. Con altre categorie in gioco. Altre tavolozze. Altri erbari

S. Scodanibbio

STEFANO SCODANIBBIO, contrabbassista e compositore, è nato a Macerata il 18 giugno 1956.
Ha studiato contrabbasso con Fernando Grillo, composizione con Fausto Razzi e Salvatore Sciarrino, musica elettronica con Walter Branchi.
Il suo nome è legato alla rinascita del contrabbasso negli anni ‘80 e ‘90, ha infatti suonato nei maggiori festival di musica contemporanea numerosi pezzi scritti appositamente per lui da compositori quali Bussotti, Donatoni, Estrada, Ferneyhough,Frith, Globokar, Sciarrino, Xenakis.
Nel 1987, a Roma, ha tenuto una maratona di 4 ore non-stop suonando 28 brani per contrabbasso solo di 25 autori.
Ha collaborato a lungo con Luigi Nono (“arco mobile à la Stefano Scodanibbio” è scritto nella partitura del Prometeo) e Giacinto Scelsi.
John Cage, in una delle sue ultime interviste, ha detto di lui :
“Stefano Scodanibbio is amazing, I haven’t heard better double bass playing than Scodanibbio’s. I was just amazed. And I think everyone who heard him was amazed. He is really extraordinary. His performance was absolutely magic”.
Suona regolarmente in duo con Rohan de Saram e Markus Stockhausen.
Nel 1996 è stato insegnante di contrabbasso ai Darmstadt Ferienkurse.
Attivo come compositore ha scritto più di 40 lavori principalmente per strumenti ad arco (Sei Studi per contrabbasso solo, Six Duos per tutte le combinazioni dei quattro archi, Concerto per contrabbasso, archi e percussioni, 4 Quartetti, ecc.) e per tre volte le sue composizioni sono state selezionate dalla SIMC, Società Internazionale di Musica Contemporanea (Oslo 1990, Città del Messico 1993, Hong Kong 2002).
Ha registrato per Montaigne Auvidis, col legno, New Albion, Dischi di Angelica, Ricordi.
Di particolare rilievo le sue collaborazioni con Terry Riley e con Edoardo Sanguineti.


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