| Nell'ambito della
mostra Verso / limmagine. Volti
e voci della poesia italiana del Novecento, Casa Moretti propone un incontro con Edoardo
Sanguineti, uno tra i poeti più noti ed attivi
dell'avanguardia critica e culturale italiana. In questi
due spettacoli, Postkarten e Alfabeto
apocalittico, la sua voce di poeta viene
"messa in scena" insieme alla musica di Stefano
Scodanibbio ed al suo contrabbasso. POSTKARTEN
(1997)
Ho
sempre aspirato ad una musica il più possibile
autobiografica, dove quanto di più corporeo cè
nel fare musica è preso come elemento germinante di
elaborazioni discorsive.
Postkarten segna un passo decisivo di questo
percorso, una radicalizzazione che Sanguineti, poeta
musicalissimo e musicatissimo, ha saputo provocare.
Il punto di partenza è stata linterpretazione
vocale che Sanguineti stesso dà delle sue poesie. Una
lettura apparentemente monocorde e inespressiva, ma in
realtà popolata di leggerissime inflessioni
dintonazione e perfino di isolati scatti retorici.
Le poesie di Postkarten sono fatte di immagini
di viaggio e di tic linguistici, di retorica e
quotidianità, così ho pensato di costruire una sorta di
doppio musicale, senza nessuna concessione al commento,
intriso del mio vissuto strumentale.
Tutta la corporeità della poesia di Sanguineti viene
presa a modello per una riflessione sulla mia pratica
contrabbassistica di ogni giorno.
Ci si ritroveranno così alcune delle mie fissazioni,
come il persistente uso sincronico delle due corde (delle
quali una, ad altezza fissa, in suono armonico e
laltra, in suono reale, che si muove
cromaticamente), un preludiare a metà tra
lesercizio e la libera invenzione,
lossessione della maggiore varietà ritmica
possibile dentro un ristrettissimo campo intervallare, i
modi di esecuzione dellarco ripresi dalla
tradizione virtuosistica ottocentesca, le citazioni (da Psy,
unico esemplare contrabbassistico di Berio), i
trasferimenti di tecniche proprie di altri strumenti (gli
arpeggi chitarristici in questo caso), il tutto
allinterno di una pratica improvvisativa che
mescola perizia e caso, rischio e cliché, artigianato e
spensieratezza.
Il brano è dedicato ad Aldo Tenedini.
S. Scodanibbio
ALFABETO
APOCALITTICO (2001)
Il
lavoro consiste in una serie di 21 ottave, una per ogni
lettera dell'alfabeto italiano, scritte e recitate da
Sanguineti con la mia musica per contrabbasso (un po'
come in Postkarten ma con tutto un altro
carattere, molto più divertente e apocalittico allo
stesso tempo) e le proiezioni su schermo delle 21 lettere
dipinte da Baj con la sua consueta impronta
erotico/dissacrante.
La prima esecuzione ha avuto luogo ad Erlangen il 16
maggio 2001.
S. Scodanibbio

Stefano
Scodanibbio - Edoardo Sanguineti
EDOARDO
SANGUINETI
Naturalmente
Edoardo Sanguineti è il più musicale, il più musicato
e possibilmente anche il più musicista dei poeti tanto
che verrebbe da chiedersi cosa sarebbe la musica
contemporanea italiana senza di lui. Per me, come credo
per molti altri, il nome di Sanguineti ha incarnato e
connotato lidea stessa di avanguardia, di quella
(neo)avanguardia che, affermiamolo pure tranquillamente,
ha espresso le cose migliori dellultimo mezzo
secolo: le poesie di Sanguineti, appunto, i
romanzi di Arbasino, il teatro e
i film di Carmelo Bene, le opere
di Berio e Nono.
Avevo ventanni, leggevo Laborintus con
furore e mi si disvelavano gli aspetti ludici e
sperimentali dellarte e della vita, dopo anni di
cupo esistenzialismo adolescenziale. Si era a metà degli
anni 70, le ultime schegge di una stagione segnata
dal nuovo e dallutopia oltre che da una vicinanza,
mai più raggiunta, delle arti e delle discipline
umanistiche. La mia Bildung si è sviluppata tutta lí,
tra Neue Musik e Novissimi, tra Nouvelle Vague e Nouvelle
Critique.
Ho conosciuto Sanguineti molto più tardi, nel 1991, a
Genova, nelloccasione di un concerto in cui
eseguivo una composizione di Fausto Razzi che utilizzava
un testo sanguinetiano. Linizio del nostro rapporto
è però dovuto al nome di un altro poeta genovese,
Vittorio Reta, scomparso prematuramente nel 1977 e ormai
dimenticato, ma da entrambi considerato come il più
rappresentativo della sua generazione. Ne venne fuori una
piccola opera radiofonica che utilizzava un intervento
critico di Sanguineti, oltre che i versi di Reta e la mia
musica per quartetto darchi direttamente ispirata
dal suo unico libro pubblicato (Visas).
Ma era ormai tempo, per me, di lavorare direttamente con
e sulla poesia di Sanguineti. Afferrai la bestia per le
corna prendendo a modello la recitazione stessa del
poeta: una voce particolarissima, una lettura
antiretorica, un ritmo scandito. Dalla raccolta Postkarten
selezionai e ricomposi un buon numero di poesie.
Immaginai un percorso parallelo, assolutamente non
illustrativo, un doppio costituito dalla mia
pratica strumentale quotidiana, con i suoi automatismi e
i suoi tic, miscela di composizione e improvvisazione.
Ecco Postkarten (1997), per voce e contrabbasso,
sorta di variazioni (cartoline) su tema cromatico
sostenuto da una linea dorizzonte acuta, in suono
armonico, sempre presente. Abbiamo eseguito questo brano
in numerosi concerti e, un po per gioco e un
po perché mancava qualcosa che fungesse da
bis, si sono venute affacciando, poco a poco,
procedendo dalla zeta a ritroso, le lettere dellAlfabeto
apocalittico.
È un nuovo lavoro quello che si presenta ora, un altro
approccio, grazie anche alla provocazione e alla
complicità di Enrico Baj. Con altre categorie in gioco.
Altre tavolozze. Altri erbari
S.
Scodanibbio
STEFANO SCODANIBBIO,
contrabbassista e compositore, è nato a Macerata il 18
giugno 1956.
Ha studiato contrabbasso con Fernando Grillo,
composizione con Fausto Razzi e Salvatore Sciarrino,
musica elettronica con Walter Branchi.
Il suo nome è legato alla rinascita del contrabbasso
negli anni 80 e 90, ha infatti suonato nei
maggiori festival di musica contemporanea numerosi pezzi
scritti appositamente per lui da compositori quali
Bussotti, Donatoni, Estrada, Ferneyhough,Frith, Globokar,
Sciarrino, Xenakis.
Nel 1987, a Roma, ha tenuto una maratona di 4 ore
non-stop suonando 28 brani per contrabbasso solo di 25
autori.
Ha collaborato a lungo con Luigi Nono (arco mobile
à la Stefano Scodanibbio è scritto nella
partitura del Prometeo) e Giacinto Scelsi.
John Cage, in una delle sue ultime interviste, ha detto
di lui :
Stefano Scodanibbio is amazing, I havent
heard better double bass playing than Scodanibbios.
I was just amazed. And I think everyone who heard him was
amazed. He is really extraordinary. His performance was
absolutely magic.
Suona regolarmente in duo con Rohan de Saram e Markus
Stockhausen.
Nel 1996 è stato insegnante di contrabbasso ai Darmstadt
Ferienkurse.
Attivo come compositore ha scritto più di 40 lavori
principalmente per strumenti ad arco (Sei Studi
per contrabbasso solo, Six Duos per tutte
le combinazioni dei quattro archi, Concerto per
contrabbasso, archi e percussioni, 4 Quartetti,
ecc.) e per tre volte le sue composizioni sono state
selezionate dalla SIMC, Società Internazionale di Musica
Contemporanea (Oslo 1990, Città del Messico 1993, Hong
Kong 2002).
Ha registrato per Montaigne Auvidis, col legno, New
Albion, Dischi di Angelica, Ricordi.
Di particolare rilievo le sue collaborazioni con Terry
Riley e con Edoardo Sanguineti.
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