
cArte
l'archivio e
la collezione di Gino Montesanto
Cesenatico, Casa Moretti e
Museo della Marineria
19 giugno - 19 settembre 2010
inaugurazione: sabato 19
giugno ore 18
info: casamoretti@cesenatico.it
- 0547-79279
Dal 19
giugno la città di Cesenatico dedica una mostra a Gino
Montesanto (1922-2009), per illustrare la sua importante
e vasta attività di scrittore e di intellettuale, e il
rapporto intenso con il mondo dell'arte del Novecento. La
mostra - curata da Manuela Ricci e Orlando Piraccini - è
realizzata d'intesa con la Soprintendenza per i Beni
Librari e Documentari della Regione Emilia-Romagna, ed è
stata resa possibile dalla collaborazione di Giuseppe
Pisciotta, erede di Gino Montesanto.
Un ricordo, una mostra
Cesenatico, la città alla quale
Gino Montesanto è stato legato da un profondissimo
sentimento di affetto, è oggi custode della memoria
dello scrittore. A Casa Moretti e alla Biblioteca
Comunale si conservano infatti larchivio e i libri
donati dallerede di Montesanto, Giuseppe Pisciotta:
documenti, lettere, fotografie, volumi che rimandano alla
vita di Gino, alle sue molteplici esperienze in campo
editoriale, alle amicizie e frequentazioni con scrittori
e artisti del suo tempo.
Si tratta di una eredità importante, un bene comune che
sarà convenientemente ordinato e conservato presso le
istituzioni culturali cesenaticensi, e che con questa
mostra sinizia a far conoscere alla collettività.
Così oggi Cesenatico ricorda Gino Montesanto. Non con
intento meramente celebrativo, ma con la volontà di
contribuire nel modo migliore alla valorizzazione della
figura e dellopera dello scrittore.
Tra
le carte e larte. La collezione dellintellettuale
Di Gino Montesanto la mostra
ripercorre il lungo tratto di vita che inizia dalla
presenza a Cesenatico, prima e dopo il secondo conflitto
mondiale, e copre lintero arco di tempo trascorso a
Roma. Filo conduttore della mostra è linteresse
dello scrittore verso le arti visive e il suo
coinvolgimento nella vicenda figurativa del suo tempo.
Accanto a documenti, immagini, scritti, volumi, che
attestano uno stretto collegamento di Montesanto con lambiente
artistico della capitale ed anche con singoli pittori,
scultori e disegnatori, la mostra propone unampia
selezione di opere provenienti dalla collezione privata
dello scrittore.
La raccolta darte di Gino Montesanto, che scandisce
i tre settori della mostra nelle stanze e nella
Legnaia di Casa Moretti per proseguire nelle sale
espositive del Museo della Marineria presenta un
notevole interesse, sia per lomogeneità ed
organicità, sia per lindubbio pregio artistico
delle opere presenti. Formatasi nella casa romana già a
partire dalla metà degli anni 60, la collezione si
è poi ampliata grazie agli «omaggi» di artisti sodali
o comunque vicini allo scrittore, ma anche con un
buon numero di acquisti di lavori più importanti presso
gallerie e studi darte in gran parte di ambito
romano.
Figurano nella prima sezione della mostra dipinti,
sculture e disegni degli amici abituali e più stretti,
cominciando da Pietro Guida ed Enrico Accatino, e poi
Amelio Roccamonte, Tano Citeroni, Mino Maccari.
Si prosegue quindi con una selezione di opere tratte anchesse
dalla «galleria domestica» dello scrittore, con
«dediche» di Bartolini, Gentilini, De Chirico, e opere
che sono state tra le più care a Montesanto, con la
firma di Martin Bradley, Lucio Fontana, Umberto
Mastroianni, Antonio Corpora, Achille Perilli, Piero
Dorazio.
«C/arte nel cassetto», infine, comprende unampia
selezione di fogli, disegni, schizzi, incisioni,
litografie, ma anche manifesti e locandine con dediche,
gelosamente conservati da Montesanto al riparo della luce
e dogni possibile manomissione: una piccola
galleria di preziosità, come nel caso degli schizzi e
bozzetti di Cappelli, Saetti, Peverelli, Carrino,
Frascà, Guidi, Notari, Romiti, che rimandano allattività
editoriale svolta da Montesanto nei primi anni 60,
per non dire delle cartelle di Maccari e Roccamonte,
della serie di acquaforti di Vespignani e dei bozzetti di
Strazza per una Via Crucis del 1981.
Durante il periodo di apertura
della mostra è prevista la presentazione al pubblico di
un volume, attualmente in fase di preparazione, promosso
dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari
della Regione Emilia-Romagna (IBC/Immagini e documenti;
Editrice Compositori, Bologna).
Lopera, curata da Orlando Piraccini e Manuela
Ricci, propone uninedito ritratto di Gino
Montesanto appassionato e cultore darte. Oltre a
presentazioni di mostre ed artisti dello stesso
Montesanto, materiali tratti dallarchivio dello
scrittore ed illustrazioni di opere opere facenti parte
della sua collezione, figurano nel volume un saggio di
Giuseppe Zammarin e testimonianze di Giuseppe Appella,
Pietro Guida e Giuseppe Pisciotta.
Gino
Montesanto è nato a Venezia nel 1922. Trasferito
ancora bambino a Cesenatico, vi rimase sino allo scoppio
della seconda guerra mondiale. La Romagna, con il
magistero di Marino Moretti, e lincontro, sotto le
armi, con un gruppo di intellettuali ed artisti (Michele
Prisco, Mario Pomilio, Enrico Accatino, Silvio Loffredo,
Pietro Guida), saranno determinanti per il precoce
esordio letterario.
Laureato a Genova, cominciò ad insegnare nella scuola
media aperta dallamico Dante Arfelli, ma pochi anni
dopo si trasferì a Roma, dove ottenne collaborazioni con
le redazioni di alcuni periodici pubblicando presto il
suo primo romanzo, che si distinse per la sua autonomia
rispetto alle correnti letterarie allora dominanti. Con
uno stile narrativo di espressione realista e di matrice
cattolica che lo avvicina, ma lo discosta insieme, dal
percorso parallelo di Pier Paolo Pasolini, pubblica: Sta
in noi la giustizia (Rizzoli, 1952); La cupola
(Mondadori, 1966, premio selezione Campiello); Cielo
chiuso (Mondadori, 1967); Il figlio (Rusconi,
1975, premio selezione Campiello); Fino a Jùrmala,
(DElia, 1976), Cosi non sia (Rusconi, 1985,
premio selezione Campiello); Re di sabbia
(Rusconi, 1991); Sottovento (Aragno, 2002). Oltre
al lavoro di scrittore, Montesanto ha fondato e diretto
la rivista «Leggere», ed è stato capo redattore della
rivista «La Fiera Letteraria» (1963-1965), lavorando
anche come autore e sceneggiatore per la RAI curando
numerosi programmi culturali come la rubrica radiofonica
«I giorni». È morto a Roma nel luglio 2009.
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