MARINO MORETTI E IL DIALETTO

di Manuela Ricci

 

Marino Moretti (Cesenatico 1885-1979), confessò più volte di non saper parlare il "caro gergo natio" (non gli fu permesso di impararlo), ciononostante mostrò sempre un interesse nei confronti del dialetto, confermando di conoscerne sensi e sfumature.
Termini dialettali - ma si pensi soprattutto all'onomastica - si trovano variamente disseminati nell'opera narrativa di Moretti: dalle prime raccolte di novelle, I lestofanti (1910), Ah, ah, ah! (1911), I pesci fuor d'acqua (1914) fino ai Romanzi della mia terra.
Nella prosa di memorie, particolare rilievo assumono i capitoli de I dialettali in Il tempo felice (1929) e Un litro di vino in I grilli di Pazzo Pazzi (1951).
Una certa frequenza di lemmi dialettali si ritrova infine nell'ultima produzione poetica da L'ultima estate (1969) a Tre anni e un giorno (1971), da Le poverazze (1973) a Diario senza le date (1974). Alla lingua della sua terra sono dedicati, tra l'altro, i versi di Il glottologo in Tre anni e un giorno e di Il dialetto in Diario senza le date.
Non mancano inoltre nella biblioteca morettiana opere e autori della letteratura dialettale romagnola: Spallicci, Neri, Cino Pedrelli, Enzo eTonino Guerra, per fare alcuni esempi. I volumi presentano spesso le dediche degli autori. Anche l'epistolario conserva sparse testimonianze sui rapporti dello scrittore di Cesenatico con la tradizione dialettale romagnola.

 

Catalogo

Moretti, Marino
Il tempo felice : ricordi d'infanzia e d'altre stagioni / Marino Moretti. Milano : Treves, 1929.
307 p. ; 19 cm.

Il capitolo XI (pp. 103-116) è dedicato al ricordo di un incontro, avvenuto a Ravenna, con i poeti dialettali di varie regioni d'Italia. Fu poi ripubblicato nel volume Tutti i ricordi, Milano, Mondadori, 1962, pp. 235-245, col titolo I dialettali.

Moretti, Marino
I grilli di Pazzo Pazzi / di Marino Moretti. [Milano] : A. Mondadori, 1951.
386 p. ; 20 cm. (La Medusa degli Italiani ; 61).

Il capitolo Un litro di vino (pp. 197-201), ripubblicato, nelle edizioni successive, con il titolo Atto notorio, è dedicato all'amico scrittore Antonio Baldini, anch'egli di radici romagnole.

Nella parte iniziale si trova un riferimento al "poeta di Cesena, Cino Pedrelli", con il quale Moretti strinse in seguito un profondo legame di consuetudine.

"Cesena, 7 novembre 1945
Caro Baldini, vi ricordate forse di quello che fu detto, non si sa con qual fondamento (perchè non è neppure del terzo Guido), il più bel verso del crepuscolarismo italiano: "Piove, è mercoledì, sono a Cesena". Oggi piove, è mercoledì, sono a Cesena... anzi all'osteria. Ho davanti a me una boccaletta d'un litro con su la scritta: Bvì ch'l'è sanzvès. Voi che siete sempre stato il maggior interprete di poeti dialettali romagnoli saprete, spero, tradurre, se è vero che avete capito e tradotto versi come questi del poeta di Cesena, Cino Pedrelli, artista, lo sapete, molto fine, che sarebbe piaciuto al concittadino Renato Serra, anche se necessariamente poeta solo locale:
"Dal volti pràima ch'a z'indurmentama
a ciacaram de' nòstar furistir...".

Cino Pedrelli, lettera a Marino Moretti
1 foglio ms. autogr., recto e verso.

"Cesena, 22, novembre 1951
Gentilissimo signor Moretti,
posso ringraziarla della garbata citazione di cui ha voluto onorarmi nei "Grilli di Pazzo Pazzi"? e in particolare dell'aver nominato, e a quel modo, Renato Serra? A lei lo posso dire. Avevo in animo di premettere alla mia "cumetta" una dedicatoria a Serra, che diceva press'a poco: "a t'ò purtè un quadern 'ad poesii e te t'a l'arviré.../ Me a starò - cun e' cor ch'u m' sèlta via - d'astè quell t'a m' diré".
Non ne feci nulla, per più di un motivo... Ma il mio amore e timore reverenziale per Serra rimane, e mi accompagna costantemente. E mi è stato caro che lei lo abbia intuito. La saluto cordialmente suo Cino Pedrelli".

Marino Moretti aveva scritto, da Cesenatico il 2 novembre del '49, a Cino Pedrelli a proposito della sua "Cumetta": "Volevo solo dire a Cino Pedrelli che i suoi versi mi sono piaciuti molto molto molto se Arfelli avesse, come sperava, incontrato Lei, caro Signore, a Cesena, egli avrebbe potuto dirLe che abbiamo letto "La cumetta" insieme, a volte con cordiale e vivace allegria a volte con vera commozione. Lei è un artista. Non mi provo nemmeno a cercare un aggettivo. Un artista e basta. Le dirò anche che io non ho mai amato molto la poesia dialettale, nemmeno la più letteraria, e ho sempre pensato che il povero dialetto nostro, così rozzo rispetto almeno ai più illustri, non fosse in grado di esprimere sentimenti delicati (come, per esempio, i Suoi) e di piegarsi perfino a eleganze metriche (come ora le Sue). Il mio consenso vale solo per questo.
Grazie e saluti cordiali dal suo Marino Moretti". La lettera è stata pubblicata. (Cfr. C. Pedrelli, Quattro passi per Cesena, in 1885-1985 Marino Moretti, numero straordinario di "Gazzettissima Romagna" a cento anni dalla nascita di M.M., Cesenatico, 1985, p. 18.)

Pedrelli, Cino
La cumetta : versi romagnoli : (1942-49) / Cino Pedrelli. Faenza : Lega, stampa 1949.
82 p. ; 22 cm.

Ded. dell'A.: "A Marino Moretti/ cordialmente/ l'A./ 24 sett. '49".

Marino Moretti, Toponomastica (L'ultima estate)
2 fogli mss. autogr., recto e verso.

Il testo morettiano incorpora i versi dialettali di Nettore Neri che Moretti traduce in una nota della redazione iniziale.
"A qui dé mi' paes
an dmand, no, no, ch'um s'dedica 'na stré.
um basta un viol, on d'chi viul dsmân
ch'in Zagunêra, Budr o Barbian
sgavitlendsla tr'al bosch d'spren biench cmé bess,
i s'fa un trev s'un scol e ins n'éra i fness... " (1)

"A quelli del mio paese non chiedo, no, no che mi si dedichi una strada, mi basta un viottolo, uno di quei viottoli fuori mano ..." NETTORE NERI, Guajomm, poesie in dialetto romagnolo, p. 163, Bologna 1965. "che, in Zagonara, Budrio, serpeggiando fra le siepi di biancospino come biscie, da una trave su uno scolo in un aia terminano" (trad. dell'A.)".

Moretti, Marino
L'ultima estate : 1965-1968 / Marino Moretti. [Milano] : A. Mondadori, [1969].
239 p. ; 20 cm. (Lo Specchio. I poeti del nostro tempo).

Pag. 184: Toponomastica.

Marino Moretti, Il glottologo (Tre anni e un giorno)
1 foglio ms. autogr., recto.

Il glottologo cui sono dedicati i versi morettiani è il tedesco Friedrich Schürr (Vienna 1888-Costanza 1980). Dal 1910 intraprese un intenso studio sui dialetti romagnoli, con una ricerca sistematica condotta sul dialetto "vivente", prestando particolare attenzione alla fonetica.

Moretti, Marino
Tre anni e un giorno / Marino Moretti. [Milano] : A. Mondadori, [1971].
288 p. ; 20 cm. (Lo Specchio. I poeti del nostro tempo).

Pag. 173: Il glottologo.

Marino Moretti, Lingua madre (Le Poverazze)
1 foglio ms. autogr., recto

Marino Moretti, Il sangiovese (Le Poverazze)
2 fogli dss. con ann. mss., recto.

Marino Moretti, Note a Le Poverazze
2 fogli mss. autogr., recto.

Moretti, Marino
Le poverazze : diario a due voci : (1968-1972). [Milano] : A. Mondadori, [1973].
178 p. ; 20 cm. (Lo Specchio. I poeti del nostro tempo).

Pag. 56: Lingua madre.
Pag. 90: Il sangiovese.
Pagg. 177-8: note a Su la spiaggia e Lingua madre ossia nascita della poesia.

Moretti, Marino
Diario senza le date / Marino Moretti. [Milano] : A. Mondadori, [1974].
202 p. , 20 cm. (Lo Specchio. I poeti del nostro tempo).

Pag. 62: Il dialetto.

Marino Moretti, A tavolino con forbici e colla
2 fogli mss. autogr., recto e verso.

Versi non pubblicati in volume.

"Il paradossale Anatole France confessava
che per scrivere adoperava forbici e colla
più che la penna."
"In romagnolo le forbici fanno,
non so come "le giuri",
che in questi tempi scuri
essendo un'arma, traggono in inganno."
"Giuri sì, colla sì, non ceneriera.
Non fumo. Taglio e incollo fino a sera
e non corro per oggi altre venture."
"Nè manca il calamaio. Esso è presente
come protagonista
che or assente or dissente
se chi scrive è devoto all'inchiostro."
"Io non ho idea del pensier tuo o vostro,
ma so quanto assai più vi piace o preme.
E ridete di me della mia sorte,
ridete delle "giuri" e della colla,
e siete una gran folla
ch'ebbe per sé altri utensili e scorte."
"Neppure pensiamo alle due cose insieme
che s'han forse a dispetto.
"Giuri" e colla su questo tavolino
come più su un deschetto,
il deschetto, dirò del ciabattino."

Ugo Piazza, Per Marino Moretti nel novantesimo compleanno.
1 foglio ms. non autogr., recto.

"S'un foss che int la salut um s'è svulê
quaiquel êtar incora un po' smasè,
a s' l'immazinal lò? int'un dè acsè bel,
a srebb arivê d'vol cumé un usel.
Anca se ste bel sogn um'è scap veia,
a m'aracmand: che feza cont ch'a i seia.

Ugo Piazza

Trascritto dal telefono Mario Lapucci".

Piazza, Ugo
E passa é front.... / Ugo Piazza. [Faenza] : Società Tipografica Faentina, 1945.
46 p. ; 20 cm.

Dedica dell'A.: "Marino Moretti, ché zent!, è ten bòta!/ E' dis che la pena lè straca, l'é vuòta/ pu è sforna di livar ch'i corr e ch'i pis./ A lò, ala su pena, al su boni radìs!/ Ugo Piazza/ Roma - 21 d'setembar 1969".

Guerra, Enzo
E' blak : (poesie romagnole) / Enzo Guerra. Viareggio : E. Guerra, stampa 1956 (Bagnacavallo : Tipografia S.C.O.T.).
51 p. ; 23 cm.
Prima del tit.: Ultime dialettali.
Ed. di 300 esempl. num. e firmati dall'autore.

Guerra, Enzo
E' belz di Piretta : "A la mi' tèra", "Galetta" : poesie romagnole / Enzo Guerra ; con presentazione di F.B. Pratella e alcuni ricordi di Lino Guerra. Viareggio : E. Guerra, stampa 1951 (Bagnacavallo : Tipografia S.C.O.T.).
298 p. ; 23 cm.

Ded. dell'A.: "Allo scrittore romagnolo/ Marino Moretti/ in deferente omaggio/ Viareggio 31.8.51/ Guerra Enzo".

Guerra, Tonino
I scarabócc / Antonio Guerra ; prefazione di Carlo Bo. Faenza : Lega, 1946.
91 p. ; 22 cm.

Guerra, Tonino
La schioppettata / Antonio Guerra. Faenza : Lega, stampa 1950.
45 p. ; 22 cm.
Tit. in cop.: La s-ciuptèda.

Neri, Nettore
Blén e schlén : (canted) / Nettore Neri. Lugh : Stamparèja di Ferretti, 1934.
IX, 165 p., [8] c. di tav. : ill. color. ; 23 cm.
Ed. di 50 esempl. num. in carta "Nettunia" vergella di Fabriano e 120 esempl. num. in carta comune.

Dedica dell'A.: "A Marino d'i Murétt/ sta mizê d'blén e schlén/ un pô spagogn e un pô birichinétt./ Ag e zvulótt,/ se la curnis l'è bèla e è quêdar brótt/ mè a m' n'infótt!/ Tocca a chi tocca,/ perchè a caval dunê un's'iguêrda in bocca!/Vignola, utobar dé 1935 Nettore Neri".

Neri, Nettore
Ruscàja / Nettore Neri ; cun introduzion d'Antonio Baldini. Vignòla : Stamparéja A. Monti d'E. Fabbri, 1937.
IV, 224 p., [1] c. di tav. : 1 ritr. ; 23 cm.
Ed. fuori commercio.

Dedica dell'A.: "A Marino Moretti sta "Ruscàja"/ bast ch'u n'u m' dégga ch'l'è roba da canaja./ Vignola, febrër dé 1938/ Nettore Neri".

Neri, Nettore
Guajómm / Nettore Neri ; rumagnulêd cun dsegn d'Ferdinando Cavicchioli, Ermanno Orlandi e Oddo Ferlini. [S.l. : s.n.], stampa 1965 (Bulogna : Stamparya S. Francesco).
165 p. : ill. ; 18 cm.
Sul front.: Sol par i mi - par i amigh e mè.
Ed. fuori commercio.

Dedica dell'A.: "A Marino Moretti/ sta zimmnê d castagn,/ d figh sécc e d' carabùle/ per la Pasquetta dè 1966./ Vignola, 8.1.66/ Nettore Neri".

Spallicci, Aldo
La cavêia dagli anëll / Aldo Spallicci ; con prefazione di A. Beltramelli. Genova : A.F. Formíggini, 1912.
X, 174 p. ; 17 cm.

Dedica dell'A.: "A e mi bon amigh Marino Moretti/ che canta tot e bël de mond amnud;/ un mond amnud ch'l'è pu pió grand de grand./ Aldo Spallicci/ 1° maggio 1912".

Al fondatore e direttore delle riviste romagnole "Il Plaustro" e "La Piè", con cui lo stesso Moretti collaborò, è dedicata una copia delle Poesie scritte col lapis: "À e mì bon fradèl Aldo Spallicci per la sú Caveja... Marino, maggio 1912".

Spallicci, Aldo
E' sarner / di Aldo Spallicci. Roma : "Il Belli", [1950].
91 p. ; 18 cm. (Quaderni de "Il Belli" ; 2).
Ed. di 600 esempl., di cui 100 rilegati alla bodoniana.

Spallicci, Aldo
Poesie in volgare di Romagna / Aldo Spallicci. Milano : Garzanti, 1961.
VIII, 835 p., [11] c. di tav. : ill. ; 22 cm.

Convegno di Studi in onore di Antonio Morri
Convegno di Studi in onore di Antonio Morri : nel primo centenario della morte : (Faenza, 9-10 febbraio 1969) / Società Torricelliana di Scienze e Lettere. Faenza : Lega, stampa 1969.
106 p. ; 26 cm.

Il volume raccoglie, tra gli altri, i contributi di Schürr e Spallicci, con versi dialettali di Vincenzo Strocchi e Ugo Piazza. Antonio Morri (Faenza 1793-San Piero in Laguna 1868) cominciò sin da 1840 a lavorare al Vocabolario romagnolo-italiano. L'opera che fu portata a termine nel 1843, rimane ancora oggi insuperata. Essa non si limita al lessico dialettale, ma comprende modi di dire, proverbi, voci gergali.

Marabini, Claudio
Il dialetto di Gulì : Il Pascoli e il dialetto romagnolo / Claudio Marabini. Ravenna : Edizioni del Girasole, 1973.
89 p. ; 18 cm.
Ded. dell'A.: "A Marino, con un abbraccio, il suo Claudio/ Faenza 8.6.73"

Toschi, Paolo
Romagna solatia / Paolo Toschi. Milano, L. Trevisini, [1925].
251. p. : ill. , mus. ; 20 cm. (Canti, novelle, tradizioni delle Regioni d'Italia, collezione diretta da Luigi Sorrento).

Zanotti, Sergio
Antichi ritmi di Romagna / Sergio Zanotti. Santarcangelo di Romagna : Maggioli, [1971].
72 p. ; 25 cm.

Con una lettera di M.M.


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