L'ARCHIVIO E LA BIBLIOTECA
IL FONDO MORETTIANO L'archivio
e la biblioteca di Marino Moretti hanno il privilegio di
essere conservati laddove si sono andati costituendo,
ovvero nella casa dello scrittore. Qui lui stesso ha
ordinato i propri carteggi e i manoscritti, fin dagli
anni Cinquanta. In quegli stessi anni Moretti pubblicò
alcune sezioni scelte del suo epistolario: Deledda,
Gozzano, Borgese, Pancrazi, De Luca, Ezra Pound. I libri e i periodici La consistenza del fondo è, per la parte libraria,
di circa 6.000 volumi. I ritagli di stampa Si può elencare di seguito l'archivio costituito dai
circa 3.500 ritagli di periodici in maggior parte
con interventi di o su Moretti. Questi sono stati
rinvenuti anche frammisti alle carte epistolari, o in
mezzo ai libri, o sono giunti a Moretti attraverso
«L'Eco della Stampa» cui l'autore risulta abbonato dal
1910. Tra i ritagli a firma di Moretti si trovano prime
apparizioni di novelle, romanzi a puntate, elzeviri,
prose di memoria, risultato della vasta serie di
collaborazioni a «Il Corriere della Sera», «Il Resto
del Carlino», «Il Secolo XX», «La Lettura», che
coprono un arco amplissimo di attività dal 1910 al 1975.
C'è poi un gruppo di ritagli con articoli di critica,
recensioni, e segnalazioni pubblicitarie di sue opere, e
pure brevi cenni a lui dedicati in articoli riguardanti
altri autori. L'epistolario Nell'archivio di Moretti, il settore più cospicuo è
quello dell'epistolario. Qui si conservano le
oltre 14.000 lettere spedite a Moretti, e le circa 2.000
responsive dello scrittore, acquisite in questi anni in
originale o in fotocopia. Il carteggio morettiano è un
imponente archivio nell'archivio che raccoglie in 60
faldoni i 1.374 fascicoli intestati ai corrispondenti
dello scrittore, tra cui sono numerosi i protagonisti
della storia culturale letteraria e artistica del
Novecento, non solo italiano, ma anche europeo e
soprattutto francese. Acanto ai nomi degli amici Aldo
Palazzeschi, Giovanni Papini, Filippo De Pisis, Ada
Negri, Fausto Maria Martini, Alfredo Panzini, Grazia
Deledda, Giuseppe Antonio Borgese, Ugo Ojetti, Antonio
Baldini, Sergio Corazzini, Manara Valgimigli, Sabatino
Lopez, si possono trovare infatti lettere di Romain
Rolland, Maurice Muret, Marcel Brion e Juliette Bertrand.
L'arco cronologico corrisponde alla lunga attività di
Moretti, oltre un settantennio dal 1905 al 1979. I manoscritti Le carte autografe comprendono naturalmente anche i manoscritti delle opere, con 25 stesure di romanzi dove ci sono tre redazioni de L'Andreana e quattro de Il Pudore, 1680 carte con testi poetici (alcuni inediti), più di 1000 con novelle e racconti, prose di memoria, appunti, note. Completano il patrimonio 320 fotografie, 118 dischi, e la preziosa raccolta delle 150 stampe, tutte dedicate e autografate dagli amici, che vanno a comporre quella che lo stesso Moretti chiamò la "galleria dell'amicizia". |
LA BIBLIOTECA MINZOLINI Casa Moretti si è di recente arricchita dei circa
5.000 volumi (compresi fascicoli di riviste) che
costituivano la biblioteca privata del professore
bolognese Virginio Minzolini (1887-1964), donati a Casa
Moretti dalla figlia Bruna Santucci Minzolini, che ha
inteso così assicurare la pubblica fruizione della
raccolta. |
L'ARCHIVIO RAVAGLI In ricordo di Angelo Ravagli, prematuramente scomparso
nello scorso mese di luglio, è stato donato a Casa
Moretti l'archivio del padre, Federico Ravagli
(Bagnacavallo 1889 - Bologna 1968), professore,
giornalista e scrittore che, da varie sedi e fra
eclettici interessi, aveva mantenuto sempre vitale il
proprio legame con la cultura romagnola.
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LARCHIVIO DI MICHELE VINCIERI Michele Vincieri nacque ad Argenta, in provincia di Ferrara, nel 1913. Ricevette la sua prima formazione scolastica allIstituto dei Padri Cavanis di Venezia; si trasferì poi a Padova, dove frequentò i corsi della Facoltà di Lettere e Filosofia, ed ebbe come maestri studiosi del calibro di Aldo Ferrabino, Concetto Marchesi, Manara Valgimigli, che lo seguirono e lo incoraggiarono costantemente nel corso della sua vita. Ravennate dadozione, ebbe con la città romagnola e con la sua gente un legame fortissimo. A Ravenna fu per quarantanni uomo di scuola, prima come insegnante poi come preside dellIstituto Tecnico "Ginanni". Fu lui a proporre di chiamare, alla direzione della Biblioteca Classense, Manara Valgimigli. La sua bibliografia di prosatore è assai ampia: dagli studi giovanili sul Cantico dei Cantici, sul Papiro di Chester Beatty e sulle Troadi di Euripide apparsi nel 1927, per oltre mezzo secolo la sua attività spaziò in vari campi. Per il teatro si impegnò sia come saggista, con le opere Il teatro pirandelliano, 1939; Il teatro dannunziano, 1940; Il teatro italiano contemporaneo, 1941; che con i drammi Un sogno è sempre bello, 1946 e Re Giovanni, 1955. Come narratore Vincieri lasciò numerosi romanzi: Limbecillità meravigliosa, 1949; Via della misericordia, 1954; Questo tremendo amore, 1956; Il gioco, 1959; Un treno carico di uomini, 1961; I manichini, 1971; Il gigante, 1975, fino allultimo Giulia Veleschi, pubblicato poco prima della sua morte. Si cimentò anche nella difficile impresa dei romanzi per ragazzi, con Le confessioni dellOrso Gregorio, 1963; Il magnifico Ortensio, 1966; Animali meravigliosi, 1966; Una strana compagnia, 1967. Ma Vincieri fu soprattutto poeta; pubblicò infatti le raccolte Itinerario di un uomo verso limmenso, 1943; Bianchi corsieri, 1951; Sotto lo zodiaco, 1953; Il pianeta di fuoco, 1957; Recita straordinaria, 1963; Spina, 1966; Canzone a Majakovskij, 1969; Oltre la terra non cè nome, 1977; Niente può essere diverso, 1983. Si impegnò inoltre in prima persona come promotore e componente della giuria di varie iniziative culturali e premi di poesia, come il Premio Cervia e il Premio Savignano. Come membro del consiglio della Biblioteca Classense, dellOpera di Dante, e dellEnte Casa Oriani organizzò numerosi eventi culturali anche di largo respiro: si pensi per esempio al ciclo di Letture Dantesche. Va ricordato inoltre il suo lungo impegno politico; repubblicano e mazziniano, fece parte del consiglio comunale ininterrottamente dal 1946 al 1968; fu amico di personalità quali Giovanni Spadolini e Aldo Spallicci. Lintensa attività civile e artistica di Michele Vincieri emerge pienamente dalle sue carte personali, di cui oggi possiamo disporre grazie alla donazione fatta dal figlio del poeta, Paolo, a Casa Moretti. Si tratta di documenti particolarmente preziosi, che testimoniano liter umano e artistico del poeta e i suoi intensi rapporti con i maggiori esponenti del mondo della cultura letteraria e politica del suo tempo, con molti dei quali egli ebbe relazioni di sincera amicizia. Tra essi si segnalano in particolare Manara Valgimigli, Giovanni Titta Rosa, Aldo Ferrabino e la moglie Paola Zancan, Giorgio Bàrberi Squarotti, Bruno Maier, Giuseppe Billanovich, Giuseppe Dessì, Walter Binni, Vittore Branca, Vincenzo Cappelletti, Iginio De Luca, Guido di Pino, Luisa Fiocco, Luigi Fiorentino, Renzo Frattarolo, Giovanni Getto, Massimo Grillandi, Antonio Maddalena, Carlo Martini, Ettore Mazzali, Luciano Nicastro, Bortolo Pento, Giorgio Petrocchi, Antonio Piromalli, Lina Sacchetti, Aleardo Sacchetto, Alberico Sala, Giovanni Spadolini, Giacinto Spagnoletti, Aldo Spallicci, Bonaventura Tecchi, Luigi Testaferrata, Ferruccio Ulivi, Aldo Vallone. La raccolta documentaria del poeta si presentava già parzialmente suddivisa in gruppi omogenei di materiale, organizzati probabilmente dallo stesso Vincieri negli ultimi anni della sua vita. Il carteggio era infatti riunito in mazzi, in parte per mittenti, in parte per anni, in parte per temi; tale divisione è stata rispettata in fase di riordino e inventariazione, mantenendo il carteggio riunito per mittenti solo quando così era stato trovato. Vi è poi il gruppo relativo alla produzione letteraria, dove erano raccolte in fascicoli le bozze, gli appunti e il vario materiale di lavoro relativi alle opere di Vincieri. Essi sono state raggruppati e ordinati secondo la data di edizione dellopera, o della data di stesura in caso di lavori inediti. Infine abbiamo una busta di ritagli di giornale in cui è menzionato lo stesso Vincieri, da lui raccolti tramite labbonamento ad un servizio di rassegna stampa. Larchivio si compone di trentacinque buste, comprendenti ognuna più fascicoli. Inoltre il Fondo Vincieri comprende anche un nucleo librario (tutte le opere dellautore, le antologie in cui parti di esse furono inserite, e i volumi ricevuti in dono dal poeta, quasi tutti con dedica autografa). Presso Casa Moretti è disponibile un inventario analitico che descrive i singoli fascicoli e fornisce indicazioni circa gli estremi cronologici, il contenuto dettagliato (compreso lelenco dei mittenti le lettere comprese in esso), la consistenza, le tipologie documentarie. |